martedì 26 gennaio 2016

Qualcuno ha parlato di me...

A volte i regali del destino sono migliori di quanto ci si possa aspettare dal futuro: questo 2016 non è iniziato poi così tanto male per me. Oltre al successo dei Ghost tour di Percorsi, qualcuno ha pensato che fosse interessante far conoscere i miei progetti e la mia attività di ricerca.

Ciao, mi chiamo Marianna, sono una giornalista del Giorno e mi piacerebbe parlare delle tue visite sui misteri di Milano... Già il fatto di essere contattata dal nulla da una testata nazionale così importante mi ha fatto quasi cadere dalla sedia, ma vedere il risultato finale è forse ancora più sorprendente. Domani sarai presente nella rubrica IL PERSONAGGIO, quando posso mandarti il fotografo, mi servono tue foto...? Qualche scatto tra la gente in Corso Buenos Aires tra il mio imbarazzo e la curiosità dei passanti che sono certa in quel momento si stessero domandando, "ma chi è quella? perchè le stanno facendo delle foto?" Il risultato? Articolo a tutto pagina pubblicato nella Sezione Milano I Ghost tour di Valeria: "Vi guido io nella Milano dei fantasmi" (14 gennaio 2016). Chiamate, telefonate, complimenti e congratulazioni sincere da tutti i miei amici che mi hanno riempito il cuore. 

I Ghost tour di Valeria: "Vi guido io nella Milano dei fantasmi, di Marianna Vazzana, Il Giorno, 14 gennaio 2016


( per la versione online)

Ma non è tutto, sono stata intervista da Radio 101 il giorno seguente e per questo vorrei ringraziare la mia ex compagna di liceo Nicoletta, che aprendo il quotidiano ha visto la foto di quella ragazza " che le sembrava di aver già visto..." Ma io la conosco...eravamo compagne di classe al Carducci...!!!

La scorsa settimana anche Radio Number One ha voluto dedicarmi qualche minuto, ( nella rubrica Number One 4 you) e l'altro giorno è uscita una piccola segnalazione sul Settimanale Pagina99....e questa volta si è parlato proprio del blog.

dettaglio dell'articolo "Un baedeker all'ombra dei cipressi" di Luigi Cruciani, Pagina99, 23 gennaio 2016



Ringrazio i doni che il destino ( ma anche il mio impegno e la forza di volontà) mi ha donato in questo primo mese del 2016, ed ora, con la speranza di continuare su questa strada, vado avanti come se niente fosse, perchè l'umiltà è la migliore arma per il successo! :-)

giovedì 7 gennaio 2016

"I misteri di Milano" visti da voi...

Le visite guidate "I misteri di Milano" stanno davvero suscitando grosso interesse e non posso che ringraziarvi. In questi mesi mi avete riempito di complimenti, apprezzamenti e approvazioni...che dire, vedere l'entusiasmo con cui aderite alle visite e attività culturali che organizzo è uno sprone per continuare ed organizzarne sempre di nuove!

I post su Facebook si perdono però nell'etere e per questo motivo, per chi volesse, chiedo la cortesia di lasciare un vostro pensiero anche nei commenti in fondo a questa pagina...grazie di cuore!! :-)



domenica 3 gennaio 2016

Mostra Mito e Natura a Palazzo Reale, alcune stranezze "funerarie"

Siamo agli sgoccioli delle vacanze natalizie e tra una fetta di panettone e un brindisi di buon augurio, capiterà nei prossimi giorni di avere comunque a disposizione una mezza giornata di relax da dedicare a qualcosa di interessante. Stufi della ressa nei negozi per i regali di Natale, senza dubbio la soluzione migliore è fare un salto indietro nel passato e trascorrere qualche ora all'insegna della cultura con la mostra Mito e Natura a Palazzo Reale di Milano. Mancano pochi giorni alla chiusura (10 gennaio 2016), quindi vi invito ad andarla a visitare subito per non perdervi l'occasione di conoscere qualcosa in più del mondo classico. Naturalmente ora vi racconterò qualche cicca funeraria legata alla mostra...



la mostra da Milano.repubblica.it

E' una "mostra nuova", un pò particolare per la tipologia di esposizione che è diversa da quanto normalmente ci aspetteremmo da una mostra archeologica: prima di tutto il tema nuovo per quanto concerne lo studio dell'antico, che contraddice l'idea che generalmente si ha dell'antico, un mondo erroneamente inteso come fatto tutto di statue bianche. E' un uomo che guarda non sè stesso, ma la natura! Quasi 200 opere esposte, che sarà difficile riaverle in una sola mostra e che ci raccontano di come è cambiata nel tempo la percezione della natura da parte dell'uomo greco, ellenistico e romano poi.

Ma se vi parlo di questa mostra, io, amante dei cimiteri e di tutto quello che concerne il mondo dell'aldilà e del "funerario" un motivo ci sarà: come ben saprete, molto di quello che conosciamo di civiltà antiche è dovuto ai ritrovamenti costituiti da corredi funerari che ci hanno permesso di approfondire i nostri studi su nuove civiltà del mondo antico. Infatti molti dei reperti archeologici esposti in questo mostra sono proprio parte di corredi funerari ritrovati in sepolture greche e romane.

Una visita attenta delle opere esposte richiede circa un'ora e mezza, ma se volete seguire le stanze del percorso prendendo spunto dai miei suggerimenti funerari, potrete avere un'idea più veloce della mostra. Tengo a precisare che non sono un'archeologa: ho fatto si esami universitari di archeologia classica nel mio percorso universitario, ma la mia grossa base del mondo antico è dovuto a quei 5 faticosi anni del Liceo Classico, quindi in caso concedetemi inesattezze e un linguaggio a volte non propriamente tecnico.

Dopo aver osservato la statue di Dioniso da tergo, che ci invita a proseguire nelle stanze, ci imbattiamo in quella di Trittolemo, figura importante nel Pantheon greco, il quale ricevette il compito da Demetra di insegnare all'uomo il modo di coltivare il grano.
Segue una stanza dall'allestimento davvero singolare: nella parte sinistra è presenta una grossa roccia in cui vengono inseriti i reperti archeologici della terra e tutto intorno, a destra, c'è invece il mare. Esso riproduce il pensiero antico di un mare Okeanos intorno alla Terra abitata (e piatta). Da entrambe le parti vengono esposte ceramiche attiche del V secolo di una bellezza straordinaria. Il mare era uno spazio naturale che garantiva il contatto tra popoli di diversa cultura, era una delle principali fonti di sostentamento, ma l'uomo aveva con esso anche un rapporto conflittuale, in quanto foriero di morte. Osservate infatti un vaso euboico di Pithecusa-Ischia, soprannominato Cratere del Naufragio presente nella seconda teca a destra, in cui vengono raffigurati attorno ad una barca capovolta i cadaveri dei naufraghi e decine di pesci, alcuni dei quali apparentemente innocui, altri enormi, uno più grande degli altri, che ha già afferrato la testa di un uomo inerte nell'acqua. Vi parlo di quest'opera perchè', oltre alla raffigurazione "un pò macabra", il cratere fu rinvenuto nella necropoli di San Montano, in una delle "pire secondarie" su cui le famiglie di ceto medio elevato bruciavano il corredo funerario, separatamente dal corpo. E' anche l'opera più antica esposta nella mostra, e risale all'VIII a. C.

Il Cratere del Naufragio, foto da www.ildispariquotidiano.it

Anche altre reperti, sempre attinenti al mare, sono stati rinvenuti in tombe: per esempio una kylix attica con delfini e polpi, ritrovata in una tomba ad inumazione di un adolescente di Taranto.
L’arte della ceramica rappresentava nell’antica Grecia un modo privilegiato per tramandare le mitologiche imprese degli dei e degli eroi. Anche il cratere a calice attico a figure rosse rinvenuto in una tomba di Montesarchio, datato al V secolo a.C. racconta un mito: quello di Teseo e il toro di Maratona. Teseo, figlio di Egeo ed Etra, trascorse la sua infanzia a Trezene; divenuto un giovane lasciò la città per compiere eroiche imprese. Giunto ad Atene, dove si trovava il padre, fu riconosciuto dalla maga Medea, sposa di quest'ultimo: questa, temendo che Teseo potesse sostituire suo figlio nella successione al trono, gli chiese di portare ad Atene il toro mostruoso che infestava la pianura di Maratona, che altri non era che il toro di Creta riportato da Eracle nel Peloponneso. Teseo catturò il toro, lo incatenò e lo porto in Attica, dove lo offrì in sacrificio ad Apollo Delfico: è proprio questo il momento della mitica storia rappresentato su questo cratere.

Cratere a Calice con raffigurato il Toro di Maratona, foto da www.mostramitoenatura.it
I vasi della sezione terra contengono raffigurazioni che riproducono soprattutto spazi all'aperto in cui si svolgono le azioni dell'uomo: donne che fanno toeletta intorno ad un albero, o raccolgono frutti, magari come gesto rituale che precede il matrimonio.

Proseguiamo nella sala successiva in cui viene affrontato il tema della Natura come simbolo.
Senza dubbio il reperto archeologico più importante è la lastra della Tomba del Tuffatore, straordinario prestito del Museo Archeologico di Paestum. Nell'immaginario greco gli elementi della natura possono alludere metaforicamente ad uno spazio che segna il confine del mondo conosciuto ed il passaggio dalla vita alla morte. Eccezionale è la scena raffigurata sulla parete interna della lastra di copertura, raro esempio di pittura greca degli inizi del V secolo a. C. Un giovane nudo si tuffa in uno specchio d'acqua dopo aver oltrepassato un monumento a blocchi squadrati, allusivo alle porte dell'Ade. (gli antichi collocavano l'Ade in un luogo posto all'estremità occidentale della terra, ultimo confine del mondo abitato e circondato da Oceano). La tomba, trovata nel 1968, illustra un grande momento della pittura greca, verso il 480 a.C.
Sulle quattro lastre, purtroppo non esposte che costituiscono le parti della cassa, sono rappresentate scene tradizionali di simposio e di banchetto e personaggi in cammino: la metafora del tuffo nel mare acquista maggiore significato se confrontata proprio con queste scene. L'esperienza del vino risulta così accomunata a quella del passaggio dalla via alla morte a all'aspettativa di una salvezza individuale.



lunedì 28 dicembre 2015

Visite guidate di Percorsi al Cimitero Monumentale di Milano, gennaio-marzo 2016

Programma visite guidate gennaio-marzo 2016


Venite a scoprire le bellezze nascoste di Milano attraverso passeggiate suggestive ed inconsuete! (pagina non aggiornata, si prega di guardare qui)



Domenica 28 febbraio, ore 14.30: Decò al Cimitero Monumentale
                  La sfrontatezza degli Anni Ruggenti nel Cimitero Meneghino


Sabato 12 marzo, ore 10.30:  Le donne di Milano
La storia di Milano fatta dalle donne

19 marzo, ore 10.30:
Il Cimitero Monumentale di Milano
Passeggiata tra i viali alberati di questo grande Museo a cielo aperto

Sabato 26 marzo, ore 10.30: Il Liberty al Monumentale
Evolversi di uno stile nella “Capitale Italiana del Liberty”



Visite condotte da Valeria Celsi, storica dell’arte e guida turistica abilitata, appassionata ed esperta di arte funeraria, ma anche della storia e delle leggende di Milano. Le visite hanno una durata di circa 2 ore. (a parte la visita generica che dura circa 3 ore) Per info sui costi e prenotazione obbligatoria scrivere a percorsi.arte.funeraria@gmail.com

venerdì 18 dicembre 2015

Il Cimitero di Palermo raccontato da Alternative Tours

Oggi vi presento un cimitero di cui si sa ancora ben poco, Il Cimitero Monumentale di Santa Maria di Gesu' a Palermo. Questa volta non sarò io a descrivervelo, ma lo farà Enrica Bruno, guida turistica della Regione Sicilia e ideatrice di un progetto culturale molto interessante, Alternative Tours Palermo, di cui vi parlerò in seguito.

"La Sicilia, nel cuore del Mediterraneo, è stata fin dalle sue origini crocevia di popoli e culture diverse che hanno lasciato un’impronta indelebile sulle sue città. Meta privilegiata dai turisti per la bellezza della sua costa dalle acque cristalline, per la monumentalità dei suoi templi, per le prelibatezze della sua cucina, è anche diventata nel 2014 la seconda regione d’Italia con il maggiore appeal turistico per la bellezza storico-architettonica dei camposanti.
Il Cimitero monumentale di Santa Maria di Gesù è il più antico della città di Palermo. Si trova in periferia, lontano dalla cinta muraria cittadina, nel quartiere di Villagrazia di Palermo, una delle zone ad altissima densità mafiosa. Eppure, da questo luogo, un tempo magico, con uno sforzo di fantasia si può immaginare la Conca d’Oro, l’immensa valle di alberi di limoni che coloravano d’oro questi lussureggianti giardini che profumavano di fiori di zagara e di agrumi. Non a caso, la via in cui si trova il cimitero porta il nome di Salita Belvedere perché da qui si godeva dello splendido panorama sull’intera Conca. Il cimitero si trova tutt’oggi in una posizione geografica privilegiata. E’ protetto dalle imponenti pareti del Monte Grifone e siglato a valle dalla sagoma del Monte Pellegrino.


Attraverso i suoi viali in salita non molto ampi e fiancheggiati dai sempreverdi cipressi, ci si rende conto di essere all’interno non solamente di un Cimitero ma di un vero e proprio complesso monumentale molto antico. Troviamo infatti, la Chiesa di Santa Maria di Gesù, il chiostro, un convento gestito tutt’oggi dall’ordine francescano e pregevoli testimonianze artistiche dal XIII agli inizi del XX secolo.


Il nucleo più antico del cimitero è recintato da una cancellata coronata dalla scritta in ferro battuto “haec est domus domini” che, facendoci quasi da promemoria, ci ricorda che stiamo entrando nella casa del signore.
Si arriva così alla parte più riservata e più bella del cimitero, quella che si sviluppa attorno alla chiesa come sua naturale espansione. Quando all'interno lo spazio per i seppellimenti di frati e nobili si esaurì, si decise di sfruttare il sagrato circostante. Il Comune ne ottenne il possesso nel 1878 quando intraprese i lavori di restauro e ampliamento portando al disegno attuale il cimitero monumentale.


L’interno della chiesa conserva le spoglie non del tutto corrotte di San Benedetto il Moro, patrono di Palermo insieme a Santa Rosalia.
Un frate africano patrono di Palermo? Esatto. Benedetto Manasseri nacque in un giorno imprecisato del 1524 in una famiglia di schiavi condotti dall'Africa a San Fratello, in provincia di Messina.
E molti resterebbero ancora più stupiti sapendo che era addetto ai lavori umili del convento e per giunta analfabeta. Tuttavia nei suoi 63 anni di vita fu consigliere di nobili e potenti, amico dei poveri e degli umili e seppe istruire nelle sacre scritture dotti e teologi.

La chiesa sorge a ridosso di un bosco, meta tutt’oggi prediletta per i ritiri spirituali dei frati, dove si trova l’albero più antico di Palermo, considerato addirittura uno degli alberi più vetusti di Italia. E’ un cipresso gigantesco che secondo la tradizione ha avuto origine dalla prodigiosa radicazione di un bastone che San Benedetto il Moro aveva infisso nel terreno accanto alla piccola casupola, oggi divenuta cappella, in cui egli visse e dove lo straordinario cipresso svetta tuttora maestoso.

E’ stato nei secoli luogo prediletto da viceré, principi e aristocratici siciliani che lo scelsero come ultimo rifugio. Una visita al suo interno è come aprire un libro, è come ripercorrere tutta la storia della Sicilia dal XIII al XX secolo. Per tale motivo è difatti anche stato definito un museo a cielo aperto in cui si susseguono tombe firmate dalle archistar del liberty del calibro dei Basile, dei Palazzotto, di Damiani Almeida, Ernesto Armò, Giuseppe Patricolo, scultori come Antonio Ugo, Mario Rutelli, Benedetto e Pasquale Civiletti, i De Lisi. Come se oggi chiamassimo Renzo Piano o Frank Gehry per la realizzazione delle nostre tombe.

Grandeggia fra tutte la cappella dei Florio, la più importante famiglia di imprenditori siciliani, conosciuti in tutto il mondo.
Fu Vincenzo, il grande fondatore della casa Florio, che si dedicò al commercio e promosse l’industria del tonno, del vino Marsala e commerci di ogni sorta. Non gli mancarono le onorificenze. Persino Vittorio Emanuele II Re d’Italia lo nominò Senatore del Regno nel 1864.
La realizzazione della loro cappella non poteva che essere affidata al grande Ernesto Basile che però, pensate, in quel momento era impegnato nella progettazione di Montecitorio. Il testimone passò così al non meno importante architetto Damiani Almeida nel 1869.
Degno di nota e “insegna” di Casa Florio è il leone in marmo bianco, simbolo comune nei sepolcri dei patriarchi.


Dal fondatore di uno dei più importanti quotidiani della Sicilia, Girolamo Ardizzone, alla cappella di Enrico Albanese, medico di Garibaldi, dai Lanza ai Chiaramonte fino alla maggior parte dei sindaci e poeti della città, il cimitero di Santa Maria di Gesù “narra” però anche una fetta importante della storia moderna.


Da nobili a gente anche di dubbia moralità quando si incontra la tomba di Stefano Bontate, storico boss della famiglia di Santa Maria di Gesù e ucciso nel 1981 dai Corleonesi e da Totò Riina all'inizio della seconda guerra di mafia.

Affascinante anche la storia che ha portato al seppellimento al cimitero di Palermo dell’americano Joseph O’Dell, condannato a morte dal governo statunitense nel 1997. A quel tempo scoppiò quasi un caso internazionale quando molti governi europei si opposero alla sua esecuzione dopo un processo con scarse prove indicative della sua colpevolezza. Il sindaco di Palermo dell’epoca, Leoluca Orlando, come simbolo della lotta alla pena di morte, gli concesse la cittadinanza onoraria e il trasferimento delle sue spoglie presso il Cimitero di Santa Maria di Gesù dove tutt'ora riposano sotto un epitaffio in doppia lingua italiano inglese.

A partire dal 1970 il convento e la chiesa subiscono un pessimo restauro. E anche il cimitero o quantomeno il paesaggio che lo circondava subiscono una affollata lottizzazione. Vengono costruiti squallidi e aridi viali in cemento e cappelle che sembrano quasi condomini di palazzi. Manca solo il citofono.
Esteticamente meno bella ma fondamentale per la storia di Palermo e dell’intera nazione, la cappella di Paolo Borsellino, magistrato ucciso nel terribile attentato di via D’Amelio del 19 luglio del 1992.
La storia di Palermo è anche storia dell’antimafia e seppur architettonicamente non sia uno dei capolavori del cimitero, ha un ovvio valore morale e spirituale per la mia città che ha avuto l’onore di dare i natali a persone come lui."




Alternative Tours Palermo nasce in un pomeriggio di primavera del 2015 dalla volontà di due storiche dell’arte, Enrica Bruno e Virginia Glorioso.
Il loro desiderio è quello di mostrare una parte della città che non si trova sulle guide turistiche e non fa parte dei circuiti tradizionali ufficiali.
Lo scopo è quello di offrire un nuovo punto di vista di Palermo, diverso e sconosciuto sia ai turisti che ai “nativi” spesso ignari dei tesori al di fuori degli itinerari più noti.
Alternative Tours Palermo propone percorsi che hanno come denominatore comune la volontà di svilupparsi in luoghi pubblici dove non è necessario pagare alcun biglietto di ingresso o chiedere il permesso ad alcuna istituzione. I loro tours avvengono sul suolo pubblico, in luoghi fruibili da tutti.

Si basano tutti sulla filosofia del “paghi quanto vuoi” in base al gradimento dell'esperienza trascorsa e delle risorse che si hanno a disposizione.

Alternative Tours Palermo offre quattro tipi diversi di itinerari.

1) STREET ART TOUR - 
2) CEMETERY TOUR - 
3) ISRAVELE - THE SANCTUARY OF THE HERMIT - 
4) ACCHIANATA -

Contatti:
alternativetourspalermo@gmail.com

+39 3381391870

Se vi dovesse capitare di passare da Palermo, una visita insieme ad Alternative Tours è d'obbligo! :-)


domenica 13 dicembre 2015

Il Ghosts tour a Milano di Percorsi...l'ORIGINALE!!

Ormai la visita guidata I misteri di Milano sta spopolando. Molti avete già partecipato al percorso serale e proprio per questo vorrei cominciare a ringraziare tutti per l'entusiasmo che mi state dimostrando.

Non una visita teatralizzata, ma un modo per ripercorrere la storia di Milano a partire da leggende funeree e da un punto di vista insolito. 

Visto che si stanno avvicinando le feste Natalizie, perchè non trasformare questa visita guidata in un regalo da trovare sotto l'albero? (qualcuno ha già avuto questa idea...) o come modo alternativo di festeggiare il vostro compleanno? 

Ho per Voi delle sorprese per il nuovo anno, chissà che non vengano creati altri percorsi a tema...

Intanto vi riporto la locandina dell'evento...


giovedì 10 dicembre 2015

Master Death Studies, Università di Padova

Oggi vi parlo di un Master, unico nel suo genere! Il Master  di primo livello Death Studies & the ed of life.

Giunto all'VIII edizione, è organizzato dall'Università di Padova ed affronta il tema della morte in modo inter-disciplinare, disponendosi come luogo di incontro di saperi e di competenze diverse per creare e diffondere conoscenza su questo aspetto importante dell'esistenza, ovvero lo spazio che sta tra la vita e ciò che le è ulteriore.

Tutte le info nelle immagini qui sotto o direttamente dal sito dell'Università

Perchè ve ne parlo? Oltre ad avere un piano di studi davvero interessante, anche io farò parte del progetto con un intervento sulla morte nell'arte!