domenica 20 ottobre 2019

💜💀 LA STRAGE DI GORLA E LA TRISTE STORIA DEI SUOI PICCOLI MARTIRI💜💀








Oggi e' una giornata triste per Milano: il 20 Ottobre 1944 e' tristemente ricordato come il giorno della strage di Gorla.
Dall'aeroporto di Castelluccio Sauri ( Foggia) decollarano 36 bombardieri alleati con l'intento di mirare lo Scalo Lambrate, uno degli snodi ferroviari fondamentali della città, ma anche la Breda, l'Isotta Fraschini e all'Alfa Romeo che all'occorrenza avevano convertito la produzione a fini bellici.
Per un errore nella trascrizione delle coordinate, alcuni aerei avevano gia' superato la zona presa di mira, ma per non ritornare alla base con le bombe innescate, decisero di sganciarle subito, anzichè lanciarle nella campagna cremonese o nell'Adriatico. Una di queste ando' a colpire la scuola elementare Francesco Crispi, nel quartiere Gorla di Milano.

Alle ore 11.29 gli abitati di Gorla e Precotto furono investiti da quasi 80 tonnellate di esplosivo.

Sono le 11.14 del mattino, e bambini e maestre sono intenti a fare lezione.

L'allarme antiaereo, come accadeva sempre più spesso in quel periodo, suona in ritardo, solo 5 minuti prima della deflagrazione della bomba. Bambini e maestre si precipitano sulle scale per dirigersi verso il ricovero antiaereo posto nello scantinato dell'edificio.La bomba alleata centra proprio la tromba delle scale, facendo una strage.

A causa del ritardo dell'allarme, infatti, bimbi e insegnanti erano ancora nel vano scale: muoiono 184 bambini, 4 insegnanti, la direttrice della scuola, 4 bidelli e un'assistente sanitaria.

Gli abitanti di Gorla con sacrifici, privazioni e lavori extra, e con l'aiuto delle Acciaierie Falck, che regalarono del ferro da vendere per ricavare soldi, e della Rinascente, la quale fornì del marmo avanzato dalla sua ricostruzione (era andata distrutta da un bombardamento l'anno prima), riuscirono a far innalzare dove sorgeva la scuola un monumento intitolato ai "Piccoli Martiri di Gorla", al cui interno sono conservati i resti dei bimbi, realizzato dallo scultore Remo Brioschi e inaugurato nel 1952.

Anche nella vicina chiesa del Convento e' rappresentato il triste episodio.

Mi ha sempre colpito questa storia tanto che ne avevo parlato in un convegno a Ravenna del 2017.

Ci saranno le commemorazioni in mattinata, non scordiamoci dei martiri di Gorla 😥




lunedì 14 ottobre 2019

Presentazione libro La città immobile: le sculture del Cimitero Monumentale di Milano

Domenica 10 novembre ore 15.30 vi aspetto nella sala convegni del Cimitero Monumentale di Milano per la presentazione del mio terzo libro "La città immobile: le sculture del Cimitero Monumentale di Milano"

All'incontro parteciperà anche Marco Casiraghi, autore delle immagine all'interno della pubblicazione. 

Seguirà una breve visita guidata ad alcune delle tombe analizzate nel libro.

Vi aspetto numerosi :-)


lunedì 30 aprile 2018

Presentazione libri a Vigevano

Sono felice di annunciarvi la presentazione dei miei libri "Cosa va di Moda al Monumentale" e "La guida noir di Milano" in un luogo a me molto caro, Vigevano.

Ci vediamo Giovedì 3 maggio, presso la Teeria Passaggi di Tempo alle ore 19.30 :-)

Per maggiori info Metti una sera con...VALERIA CELSI


lunedì 7 agosto 2017

Visita guidata I templari a Milano sul Giorno


Sono orgogliosa di comunicarvi che la visita guidata i Templari a Milano che ormai organizzo da mesi è stata segnalato su Il Giorno sabato 29 luglio 2017!

Se anche voi volete partecipare alle prossime date in programma scrivetemi a 

percorsi.arte.funeraria@gmail.com

o consultate il sito www.percorsidartefuneraria.com




giovedì 20 luglio 2017

I templari a Milano, la prima visita guidata a tema in città

I Templari nell’immaginario collettivo sono da sempre qualcosa di misterioso, oltre che di mistico e religioso. Essi furono l’Ordine religioso-militare del Tempio di Gerusalemme, fondato nel XII secolo allo scopo di proteggere il Santo Sepolcro e i pellegrini che si recavano in pellegrinaggio a Gerusalemme. Furono anche a Milano e la loro presenza nella nostra città si deve far risalire al 1135, lasciando tracce ancor oggi visibili.

Il sigillo dei Templari

Una passeggiata culturale, la PRIMA a Milano sull’argomento e che ormai mi sta già dando diverse soddisfazioni, per riscoprire la storia misteriosa di questo ordine: si parte dai Giardini della Guastalla e passeggeremo in via della Commenda dove si stabilirono in quella che appunto fu una delle loro “Commende” appena fuori la vecchia Porta Romana.


La zona di Porta Romana, commenda templare
Vi racconterò la storia del quartiere, profondamente legato ai Templari e ci dirigeremo verso la Chiesa di Santa Maria della Pace, edificio voluto dall’ordine e degli ulteriori legami dei templari con altri luoghi cardine di Milano, quali la Cripta di San Giovanni in Conca, l’abbazia di Chiaravalle, il Duomo di Milano e la Basilica di Sant’Ambrogio.

La chiesa di Santa Maria della Pace

La visita terminerà nella Rotonda della Besana, che non ha nessun legame con quest’ordine, ma che è un luogo altrettanto carico di storie e aneddoti, a partire dalla sua funzione iniziale…

 Una visita originale per scoprire una Milano diversa!

Qui se ne parla nella trasmissione quotidiana di Milano all news del 3 luglio 2017  e sul quotidiano Il Giorno del 29 luglio 2017



mercoledì 7 giugno 2017

Presentazione La guida noir di Milano

Ciao Amici di Percorsi!

Mercoledì 14 giugno ore 18.30 ci sarà la presentazione del mio libro La guida noir di Milano presso la Libreria Popolare, via Tadino 4 (zona Porta Venezia)

Vi aspetto :-)

lunedì 8 maggio 2017

ONLINE IL MIO NUOVO SITO

Con immenso piacere vi comunico che..."squillino le trombe"...è online il mio nuovo sito in cui potrete trovare in maniera più dettagliata e chiara il CALENDARIO DELLE VISITE GUIDATE.

Era ora...:-)

Il blog rimarrà attivo e ritornerò presto anche a scrivere...

http://percorsidartefuneraria.com/


venerdì 7 aprile 2017

La guida noir di Milano

Mea culpa! Sono passati diversi mesi dal mio ultimo post: una vita frenetica e (per fortuna!) molto lavoro mi hanno allontanato da queste pagine. Ora sono tornata e comincio ad annunciarvi che...

FINALMENTE E' USCITO IL MIO LIBRO!!!

Al momento lo potete acquistare sul sito della Casa Editrice De Ferrari Editore, ma presto lo troverete anche online su Ibs, Amazon e in tutte le librerie. Presto vi farò sapere anche il planning per le presentazioni.

Intanto vi comincio a mettere la copertina



lunedì 6 giugno 2016

Invito Conferenza stampa "La Milano Esoterica", Riflesso Megazine in collaborazione con...me!

AL VIA IL TOUR “LA MILANO ESOTERICA” ORGANIZZATO DALLA RIVISTA RIFLESSO IN COLLABORAZIONE CON VALERIA CELSI, IDEATRICE DEL CELEBRE GHOST TOUR

Invito alla Conferenza Stampa venerdì 10 giugno ore 11.00, Museo Diocesano Milano



Templari, streghe, eretici, angeli e diavoli, e chi più ne ha più ne metta. Questo e molto altro ancora nel tour “La Milano esoterica” organizzato dal Gruppo Editoriale Riflesso in collaborazione con Valeria Celsi, guida turistica e ideatrice del Ghost Tour di Milano.

Il tour si ispira alla rubrica sulla Milano dei misteri curata nel 2015 da Francesco Colamartino, giornalista professionista, e pubblicata sul magazine Riflesso.

Il primo incontro è fissato per SABATO 18 GIUGNO ALLE ORE 15 con ritrovo in Piazza Santo Stefano (tra Piazza Fontana e l’Università Statale degli Studi di Milano).
La durata del tour è di 3 ore, con un prezzo del biglietto di 20 euro (pagabili all’inizio della visita) comprensivo dei costi relativi all’ingresso in alcuni luoghi, tra cui svariate chiese facenti parte del tour.

Per info e prenotazioni sul tour rivolgersi a:
Valeria Celsi. Tel: 348.5133396. E-mail: percorsi.arte.funeraria@gmail.com.
Per info sul magazine Riflesso visitate il sito www.riflesso.info oppure inviate una mail su: info@riflesso.info

giovedì 4 febbraio 2016

CURRICULUM VITAE: LA SERIE DI COLLAGE REALIZZATA CON LAUREE, DOTTORATI E MASTER STRAPPATI

Anche oggi non vi parlerò di qualcosa di "funerario" o per lo meno, non delle solite tombe, leggende, personaggi strani, santi...anche se, ad essere precisi, trovo che in quello di cui vi sto per presentare, ci sia comunque qualcosa di "funerario"...





Inaugura alle ore 17.00 di venerdì 5 febbraio, presso gli spazi espositivi di ArteGioia107 a Milano, la mostra Curriculum Vitae.
La serie di collage, realizzati da Sante Egadi utilizzando pergamene di titoli di studio ed attestazioni varie, resterà in mostra fino al 5 marzo 2016.

La mostra Curriculum Vitae consiste nell’esposizione del primo ciclo di opere fatte con titoli di studio. Un'esposizione di circa venti opere uniche, di piccole e medie dimensioni, realizzate dall’artista negli ultimi tre anni. Alcuni di questi collage sono il frutto di performance svoltesi a Milano e provincia, altri sono il risultato di un lavoro riservato e solitario. Trait d’union del ciclo è il materiale utilizzato per la sua realizzazione (pergamene rilasciate da diverse scuole ed atenei: Università Commerciale Luigi Bocconi, Università degli Studi di Salerno, Università degli Studi di Foggia, Université de Bretagne Occidentale, Università degli Studi della Basilicata, Università degli Studi di Palermo, e altre scuole di diverso ordine e grado).


Le pergamene sono state tagliate, strappate ed incollate, colorate, dipinte e rielaborate.


Dichiara l’Artista: “Mi interessa raccontare la storia di chi la pensa come me, di chi ha provato le mie stesse sensazioni, fatto un percorso analogo al mio. Creare un legame, tra quelli che, come me credono che si possa andare oltre le certificazioni, oltre la burocrazia, verso un’autonomia intellettuale diffusa. Chiaramente questo può comportare una certa delegittimazione delle istituzioni.”


Sante Egadi (ex Bocconiano, Dottore di Ricerca, Commercialista, etc., recordman in fatto di titoli e carte varie) milanese di adozione, è attualmente impegnato nel circuito alternativo dell’arte contemporanea.
Negli ultimi anni ha esposto presso la Galleria Mentana di Firenze e la Galleria Astrolabio di Roma, è stato presente all’Arezzo Arte Expo 2012 e pubblicato sulla 49° edizione del Catalogo d’Arte Moderna edito da Giorgio Mondadori.
Accostato da “Il Corriere della Sera” a Jeff Koons e più volte associato da giornali nazionali a Piero Manzoni e ad altri nomi di rilievo, attualmente svolge anche attività di street artist con frasi visibili sul Ponte degli Artisti a Porta Genova - Milano.



“Curriculum Vitae”- La mostra
5 febbraio – 5 marzo 2016
Orario di apertura: dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle 19.00
(in altri giorni ed orari solo su appuntamento)
ArteGioia107
Via Melchiorre Gioia n. 107
Milano


Per informazioni e contatti:
comunicati.artistici@yahoo.com
Telefono: 392.3338073

Questi collage fatti con pergamene di lauree, non so a voi, ma hanno per me un qualche cosa di "funerario": la "fine" di una fatica e la conquista di un titolo dopo nottate sui libri, la "fine" di una vita e l'"inizio" di una nuova, la "morte"  fisica degli attestati e l'inizio di una nuova loro dimensione artistica...morte, trasformazione e inizio di un qualcosa di nuovo!





Ringrazio Sante per avermi dato alcune immagini inedite della mostra!



mercoledì 3 febbraio 2016

San Biagio e il panettone!

Siamo a inizio febbraio e in questi giorni può capitare a Milano di vedere in alcune pasticcerie e panettieri panettoni in vendita a cifre irrisorie. Non è un banale tentativo di liberarsi delle rimanenze, ma bensì si tratta di un'usanza ben radicata nel territorio milanese: mangiare il panettone il 3 febbraio, giorno di San Biagio. A dir la verità la tradizione imporrebbe la vendita di due panettoni al prezzo di uno, ma coi tempi che corrono ora...meglio cercare di guadagnare qualcosa sempre e comunque.




Ma cosa c'entra il panettone con San Biagio?

Biagio nacque in Armenia alla fine del III secolo d.C. Studiò medicina ma divenne vescovo, acclamato dalla folla, senza essere neanche consacrato o ordinato. Cominciò a compiere i doveri vescovili, accompagnandoli con doveri di medico. Curava le anime, ma spesso anche solo i corpi e venne più volte interpellato da persone sofferenti bisognose di aiuto.

Un giorno una madre disperata interpellò l'aiuto del vescovo: il figlio aveva conficcato nella gola una lisca di pesce e stava per soffocare. Biagio, invece di perdersi in benedizioni, prese un pezzo di pane e lo fece inghiottire al ragazzo. La mollica fece scendere la lisca e il ragazzo fu salvo. La donna urlò al miracolo, visto che comunque Biagio prima di far ingoiare la mollica al ragazzo fece il segno della croce. La notizia di diffuse a macchia d'olio e arrivò alle orecchie del prefetto di Diocleziano, Agricola che lo volle convocare. Per evitare che il popolo ne facesse un santo deciso di eliminarlo. Il povero Biagio venne scorticato con pettini e poi decapitato.

Biagio a breve divenne martire, poi santo, protettore dei materassi e dei cardatori ( in onore allo strumento con cui era stato martirizzato.  In ricordo dell'episodio del bambino il 3 febbraio si usa mangiare pane benedetto e farsi benedire la gola toccandola con due candele incrociate. Ma il pane benedetto non è il panettone...cosa c'entra Biagio con Milano?

La storia del Santo si lega ad un altro episodio. 
Siamo a Milano e una signora si reca da un frate di nome Desiderio per far benedire un panettone. Appena avrà trovato il tempo lo benedirà, ma nel mentre invita la donna a lasciarlo lì per poi ripassare a prenderlo.

Passano i giorni e, visto che la donna di dimenticava di passare a ritirare il dolce, Desiderio comincia a spiluccare il panettone ogni volta che ci passa davanti. Mangia una volta, mangia la seconda volta...arrivò a finire l'intero dolce. Si disperò, temendo la collera della donna. Il 3 febbraio la donna si ripresenta per riportarlo a casa e, stupore, trova un bel panettone grosso il doppio di quello che aveva precedentemente preparato per la famiglia e lasciato al frate.



Sicuramente era opera di Biagio!

L'anno successivo molti portarono panettoni al frate, che li benedì e invitò i milanesi ad avanzarne una parte dalle feste natalizie per essere consumata il 3 febbraio, in sostituzione del pane benedetto. Negli anni l'usanza si radicò e anche se oggi non si usa più farli benedire, è spesso ancora tradizione la mattina del 3 febbraio mangiare a colazione una fetta del dolce, per proteggere la gola dai malanni stagionali.

E visto che rispetto le tradizioni, anche io ho mangiato una bella fetta di panettone (come ormai da una settimana con la scusa che i due panettoni rimasti in casa sono da terminare), prima di salutarlo definitivamente in attesa di gustarmelo nuovamente il prossimo anno!

martedì 26 gennaio 2016

Qualcuno ha parlato di me...

A volte i regali del destino sono migliori di quanto ci si possa aspettare dal futuro: questo 2016 non è iniziato poi così tanto male per me. Oltre al successo dei Ghost tour di Percorsi, qualcuno ha pensato che fosse interessante far conoscere i miei progetti e la mia attività di ricerca.

Ciao, mi chiamo Marianna, sono una giornalista del Giorno e mi piacerebbe parlare delle tue visite sui misteri di Milano... Già il fatto di essere contattata dal nulla da una testata nazionale così importante mi ha fatto quasi cadere dalla sedia, ma vedere il risultato finale è forse ancora più sorprendente. Domani sarai presente nella rubrica IL PERSONAGGIO, quando posso mandarti il fotografo, mi servono tue foto...? Qualche scatto tra la gente in Corso Buenos Aires tra il mio imbarazzo e la curiosità dei passanti che sono certa in quel momento si stessero domandando, "ma chi è quella? perchè le stanno facendo delle foto?" Il risultato? Articolo a tutto pagina pubblicato nella Sezione Milano I Ghost tour di Valeria: "Vi guido io nella Milano dei fantasmi" (14 gennaio 2016). Chiamate, telefonate, complimenti e congratulazioni sincere da tutti i miei amici che mi hanno riempito il cuore. 

I Ghost tour di Valeria: "Vi guido io nella Milano dei fantasmi, di Marianna Vazzana, Il Giorno, 14 gennaio 2016


( per la versione online)

Ma non è tutto, sono stata intervista da Radio 101 il giorno seguente e per questo vorrei ringraziare la mia ex compagna di liceo Nicoletta, che aprendo il quotidiano ha visto la foto di quella ragazza " che le sembrava di aver già visto..." Ma io la conosco...eravamo compagne di classe al Carducci...!!!

La scorsa settimana anche Radio Number One ha voluto dedicarmi qualche minuto, ( nella rubrica Number One 4 you) e l'altro giorno è uscita una piccola segnalazione sul Settimanale Pagina99....e questa volta si è parlato proprio del blog.

dettaglio dell'articolo "Un baedeker all'ombra dei cipressi" di Luigi Cruciani, Pagina99, 23 gennaio 2016



Ringrazio i doni che il destino ( ma anche il mio impegno e la forza di volontà) mi ha donato in questo primo mese del 2016, ed ora, con la speranza di continuare su questa strada, vado avanti come se niente fosse, perchè l'umiltà è la migliore arma per il successo! :-)

giovedì 7 gennaio 2016

"I misteri di Milano" visti da voi...

Le visite guidate "I misteri di Milano" stanno davvero suscitando grosso interesse e non posso che ringraziarvi. In questi mesi mi avete riempito di complimenti, apprezzamenti e approvazioni...che dire, vedere l'entusiasmo con cui aderite alle visite e attività culturali che organizzo è uno sprone per continuare ed organizzarne sempre di nuove!

I post su Facebook si perdono però nell'etere e per questo motivo, per chi volesse, chiedo la cortesia di lasciare un vostro pensiero anche nei commenti in fondo a questa pagina...grazie di cuore!! :-)



domenica 3 gennaio 2016

Mostra Mito e Natura a Palazzo Reale, alcune stranezze "funerarie"

Siamo agli sgoccioli delle vacanze natalizie e tra una fetta di panettone e un brindisi di buon augurio, capiterà nei prossimi giorni di avere comunque a disposizione una mezza giornata di relax da dedicare a qualcosa di interessante. Stufi della ressa nei negozi per i regali di Natale, senza dubbio la soluzione migliore è fare un salto indietro nel passato e trascorrere qualche ora all'insegna della cultura con la mostra Mito e Natura a Palazzo Reale di Milano. Mancano pochi giorni alla chiusura (10 gennaio 2016), quindi vi invito ad andarla a visitare subito per non perdervi l'occasione di conoscere qualcosa in più del mondo classico. Naturalmente ora vi racconterò qualche cicca funeraria legata alla mostra...



la mostra da Milano.repubblica.it

E' una "mostra nuova", un pò particolare per la tipologia di esposizione che è diversa da quanto normalmente ci aspetteremmo da una mostra archeologica: prima di tutto il tema nuovo per quanto concerne lo studio dell'antico, che contraddice l'idea che generalmente si ha dell'antico, un mondo erroneamente inteso come fatto tutto di statue bianche. E' un uomo che guarda non sè stesso, ma la natura! Quasi 200 opere esposte, che sarà difficile riaverle in una sola mostra e che ci raccontano di come è cambiata nel tempo la percezione della natura da parte dell'uomo greco, ellenistico e romano poi.

Ma se vi parlo di questa mostra, io, amante dei cimiteri e di tutto quello che concerne il mondo dell'aldilà e del "funerario" un motivo ci sarà: come ben saprete, molto di quello che conosciamo di civiltà antiche è dovuto ai ritrovamenti costituiti da corredi funerari che ci hanno permesso di approfondire i nostri studi su nuove civiltà del mondo antico. Infatti molti dei reperti archeologici esposti in questo mostra sono proprio parte di corredi funerari ritrovati in sepolture greche e romane.

Una visita attenta delle opere esposte richiede circa un'ora e mezza, ma se volete seguire le stanze del percorso prendendo spunto dai miei suggerimenti funerari, potrete avere un'idea più veloce della mostra. Tengo a precisare che non sono un'archeologa: ho fatto si esami universitari di archeologia classica nel mio percorso universitario, ma la mia grossa base del mondo antico è dovuto a quei 5 faticosi anni del Liceo Classico, quindi in caso concedetemi inesattezze e un linguaggio a volte non propriamente tecnico.

Dopo aver osservato la statue di Dioniso da tergo, che ci invita a proseguire nelle stanze, ci imbattiamo in quella di Trittolemo, figura importante nel Pantheon greco, il quale ricevette il compito da Demetra di insegnare all'uomo il modo di coltivare il grano.
Segue una stanza dall'allestimento davvero singolare: nella parte sinistra è presenta una grossa roccia in cui vengono inseriti i reperti archeologici della terra e tutto intorno, a destra, c'è invece il mare. Esso riproduce il pensiero antico di un mare Okeanos intorno alla Terra abitata (e piatta). Da entrambe le parti vengono esposte ceramiche attiche del V secolo di una bellezza straordinaria. Il mare era uno spazio naturale che garantiva il contatto tra popoli di diversa cultura, era una delle principali fonti di sostentamento, ma l'uomo aveva con esso anche un rapporto conflittuale, in quanto foriero di morte. Osservate infatti un vaso euboico di Pithecusa-Ischia, soprannominato Cratere del Naufragio presente nella seconda teca a destra, in cui vengono raffigurati attorno ad una barca capovolta i cadaveri dei naufraghi e decine di pesci, alcuni dei quali apparentemente innocui, altri enormi, uno più grande degli altri, che ha già afferrato la testa di un uomo inerte nell'acqua. Vi parlo di quest'opera perchè', oltre alla raffigurazione "un pò macabra", il cratere fu rinvenuto nella necropoli di San Montano, in una delle "pire secondarie" su cui le famiglie di ceto medio elevato bruciavano il corredo funerario, separatamente dal corpo. E' anche l'opera più antica esposta nella mostra, e risale all'VIII a. C.

Il Cratere del Naufragio, foto da www.ildispariquotidiano.it

Anche altre reperti, sempre attinenti al mare, sono stati rinvenuti in tombe: per esempio una kylix attica con delfini e polpi, ritrovata in una tomba ad inumazione di un adolescente di Taranto.
L’arte della ceramica rappresentava nell’antica Grecia un modo privilegiato per tramandare le mitologiche imprese degli dei e degli eroi. Anche il cratere a calice attico a figure rosse rinvenuto in una tomba di Montesarchio, datato al V secolo a.C. racconta un mito: quello di Teseo e il toro di Maratona. Teseo, figlio di Egeo ed Etra, trascorse la sua infanzia a Trezene; divenuto un giovane lasciò la città per compiere eroiche imprese. Giunto ad Atene, dove si trovava il padre, fu riconosciuto dalla maga Medea, sposa di quest'ultimo: questa, temendo che Teseo potesse sostituire suo figlio nella successione al trono, gli chiese di portare ad Atene il toro mostruoso che infestava la pianura di Maratona, che altri non era che il toro di Creta riportato da Eracle nel Peloponneso. Teseo catturò il toro, lo incatenò e lo porto in Attica, dove lo offrì in sacrificio ad Apollo Delfico: è proprio questo il momento della mitica storia rappresentato su questo cratere.

Cratere a Calice con raffigurato il Toro di Maratona, foto da www.mostramitoenatura.it
I vasi della sezione terra contengono raffigurazioni che riproducono soprattutto spazi all'aperto in cui si svolgono le azioni dell'uomo: donne che fanno toeletta intorno ad un albero, o raccolgono frutti, magari come gesto rituale che precede il matrimonio.

Proseguiamo nella sala successiva in cui viene affrontato il tema della Natura come simbolo.
Senza dubbio il reperto archeologico più importante è la lastra della Tomba del Tuffatore, straordinario prestito del Museo Archeologico di Paestum. Nell'immaginario greco gli elementi della natura possono alludere metaforicamente ad uno spazio che segna il confine del mondo conosciuto ed il passaggio dalla vita alla morte. Eccezionale è la scena raffigurata sulla parete interna della lastra di copertura, raro esempio di pittura greca degli inizi del V secolo a. C. Un giovane nudo si tuffa in uno specchio d'acqua dopo aver oltrepassato un monumento a blocchi squadrati, allusivo alle porte dell'Ade. (gli antichi collocavano l'Ade in un luogo posto all'estremità occidentale della terra, ultimo confine del mondo abitato e circondato da Oceano). La tomba, trovata nel 1968, illustra un grande momento della pittura greca, verso il 480 a.C.
Sulle quattro lastre, purtroppo non esposte che costituiscono le parti della cassa, sono rappresentate scene tradizionali di simposio e di banchetto e personaggi in cammino: la metafora del tuffo nel mare acquista maggiore significato se confrontata proprio con queste scene. L'esperienza del vino risulta così accomunata a quella del passaggio dalla via alla morte a all'aspettativa di una salvezza individuale.



lunedì 28 dicembre 2015

Visite guidate di Percorsi al Cimitero Monumentale di Milano, gennaio-marzo 2016

Programma visite guidate gennaio-marzo 2016


Venite a scoprire le bellezze nascoste di Milano attraverso passeggiate suggestive ed inconsuete! (pagina non aggiornata, si prega di guardare qui)



Domenica 28 febbraio, ore 14.30: Decò al Cimitero Monumentale
                  La sfrontatezza degli Anni Ruggenti nel Cimitero Meneghino


Sabato 12 marzo, ore 10.30:  Le donne di Milano
La storia di Milano fatta dalle donne

19 marzo, ore 10.30:
Il Cimitero Monumentale di Milano
Passeggiata tra i viali alberati di questo grande Museo a cielo aperto

Sabato 26 marzo, ore 10.30: Il Liberty al Monumentale
Evolversi di uno stile nella “Capitale Italiana del Liberty”



Visite condotte da Valeria Celsi, storica dell’arte e guida turistica abilitata, appassionata ed esperta di arte funeraria, ma anche della storia e delle leggende di Milano. Le visite hanno una durata di circa 2 ore. (a parte la visita generica che dura circa 3 ore) Per info sui costi e prenotazione obbligatoria scrivere a percorsi.arte.funeraria@gmail.com

venerdì 18 dicembre 2015

Il Cimitero di Palermo raccontato da Alternative Tours

Oggi vi presento un cimitero di cui si sa ancora ben poco, Il Cimitero Monumentale di Santa Maria di Gesu' a Palermo. Questa volta non sarò io a descrivervelo, ma lo farà Enrica Bruno, guida turistica della Regione Sicilia e ideatrice di un progetto culturale molto interessante, Alternative Tours Palermo, di cui vi parlerò in seguito.

"La Sicilia, nel cuore del Mediterraneo, è stata fin dalle sue origini crocevia di popoli e culture diverse che hanno lasciato un’impronta indelebile sulle sue città. Meta privilegiata dai turisti per la bellezza della sua costa dalle acque cristalline, per la monumentalità dei suoi templi, per le prelibatezze della sua cucina, è anche diventata nel 2014 la seconda regione d’Italia con il maggiore appeal turistico per la bellezza storico-architettonica dei camposanti.
Il Cimitero monumentale di Santa Maria di Gesù è il più antico della città di Palermo. Si trova in periferia, lontano dalla cinta muraria cittadina, nel quartiere di Villagrazia di Palermo, una delle zone ad altissima densità mafiosa. Eppure, da questo luogo, un tempo magico, con uno sforzo di fantasia si può immaginare la Conca d’Oro, l’immensa valle di alberi di limoni che coloravano d’oro questi lussureggianti giardini che profumavano di fiori di zagara e di agrumi. Non a caso, la via in cui si trova il cimitero porta il nome di Salita Belvedere perché da qui si godeva dello splendido panorama sull’intera Conca. Il cimitero si trova tutt’oggi in una posizione geografica privilegiata. E’ protetto dalle imponenti pareti del Monte Grifone e siglato a valle dalla sagoma del Monte Pellegrino.


Attraverso i suoi viali in salita non molto ampi e fiancheggiati dai sempreverdi cipressi, ci si rende conto di essere all’interno non solamente di un Cimitero ma di un vero e proprio complesso monumentale molto antico. Troviamo infatti, la Chiesa di Santa Maria di Gesù, il chiostro, un convento gestito tutt’oggi dall’ordine francescano e pregevoli testimonianze artistiche dal XIII agli inizi del XX secolo.


Il nucleo più antico del cimitero è recintato da una cancellata coronata dalla scritta in ferro battuto “haec est domus domini” che, facendoci quasi da promemoria, ci ricorda che stiamo entrando nella casa del signore.
Si arriva così alla parte più riservata e più bella del cimitero, quella che si sviluppa attorno alla chiesa come sua naturale espansione. Quando all'interno lo spazio per i seppellimenti di frati e nobili si esaurì, si decise di sfruttare il sagrato circostante. Il Comune ne ottenne il possesso nel 1878 quando intraprese i lavori di restauro e ampliamento portando al disegno attuale il cimitero monumentale.


L’interno della chiesa conserva le spoglie non del tutto corrotte di San Benedetto il Moro, patrono di Palermo insieme a Santa Rosalia.
Un frate africano patrono di Palermo? Esatto. Benedetto Manasseri nacque in un giorno imprecisato del 1524 in una famiglia di schiavi condotti dall'Africa a San Fratello, in provincia di Messina.
E molti resterebbero ancora più stupiti sapendo che era addetto ai lavori umili del convento e per giunta analfabeta. Tuttavia nei suoi 63 anni di vita fu consigliere di nobili e potenti, amico dei poveri e degli umili e seppe istruire nelle sacre scritture dotti e teologi.

La chiesa sorge a ridosso di un bosco, meta tutt’oggi prediletta per i ritiri spirituali dei frati, dove si trova l’albero più antico di Palermo, considerato addirittura uno degli alberi più vetusti di Italia. E’ un cipresso gigantesco che secondo la tradizione ha avuto origine dalla prodigiosa radicazione di un bastone che San Benedetto il Moro aveva infisso nel terreno accanto alla piccola casupola, oggi divenuta cappella, in cui egli visse e dove lo straordinario cipresso svetta tuttora maestoso.

E’ stato nei secoli luogo prediletto da viceré, principi e aristocratici siciliani che lo scelsero come ultimo rifugio. Una visita al suo interno è come aprire un libro, è come ripercorrere tutta la storia della Sicilia dal XIII al XX secolo. Per tale motivo è difatti anche stato definito un museo a cielo aperto in cui si susseguono tombe firmate dalle archistar del liberty del calibro dei Basile, dei Palazzotto, di Damiani Almeida, Ernesto Armò, Giuseppe Patricolo, scultori come Antonio Ugo, Mario Rutelli, Benedetto e Pasquale Civiletti, i De Lisi. Come se oggi chiamassimo Renzo Piano o Frank Gehry per la realizzazione delle nostre tombe.

Grandeggia fra tutte la cappella dei Florio, la più importante famiglia di imprenditori siciliani, conosciuti in tutto il mondo.
Fu Vincenzo, il grande fondatore della casa Florio, che si dedicò al commercio e promosse l’industria del tonno, del vino Marsala e commerci di ogni sorta. Non gli mancarono le onorificenze. Persino Vittorio Emanuele II Re d’Italia lo nominò Senatore del Regno nel 1864.
La realizzazione della loro cappella non poteva che essere affidata al grande Ernesto Basile che però, pensate, in quel momento era impegnato nella progettazione di Montecitorio. Il testimone passò così al non meno importante architetto Damiani Almeida nel 1869.
Degno di nota e “insegna” di Casa Florio è il leone in marmo bianco, simbolo comune nei sepolcri dei patriarchi.


Dal fondatore di uno dei più importanti quotidiani della Sicilia, Girolamo Ardizzone, alla cappella di Enrico Albanese, medico di Garibaldi, dai Lanza ai Chiaramonte fino alla maggior parte dei sindaci e poeti della città, il cimitero di Santa Maria di Gesù “narra” però anche una fetta importante della storia moderna.


Da nobili a gente anche di dubbia moralità quando si incontra la tomba di Stefano Bontate, storico boss della famiglia di Santa Maria di Gesù e ucciso nel 1981 dai Corleonesi e da Totò Riina all'inizio della seconda guerra di mafia.

Affascinante anche la storia che ha portato al seppellimento al cimitero di Palermo dell’americano Joseph O’Dell, condannato a morte dal governo statunitense nel 1997. A quel tempo scoppiò quasi un caso internazionale quando molti governi europei si opposero alla sua esecuzione dopo un processo con scarse prove indicative della sua colpevolezza. Il sindaco di Palermo dell’epoca, Leoluca Orlando, come simbolo della lotta alla pena di morte, gli concesse la cittadinanza onoraria e il trasferimento delle sue spoglie presso il Cimitero di Santa Maria di Gesù dove tutt'ora riposano sotto un epitaffio in doppia lingua italiano inglese.

A partire dal 1970 il convento e la chiesa subiscono un pessimo restauro. E anche il cimitero o quantomeno il paesaggio che lo circondava subiscono una affollata lottizzazione. Vengono costruiti squallidi e aridi viali in cemento e cappelle che sembrano quasi condomini di palazzi. Manca solo il citofono.
Esteticamente meno bella ma fondamentale per la storia di Palermo e dell’intera nazione, la cappella di Paolo Borsellino, magistrato ucciso nel terribile attentato di via D’Amelio del 19 luglio del 1992.
La storia di Palermo è anche storia dell’antimafia e seppur architettonicamente non sia uno dei capolavori del cimitero, ha un ovvio valore morale e spirituale per la mia città che ha avuto l’onore di dare i natali a persone come lui."




Alternative Tours Palermo nasce in un pomeriggio di primavera del 2015 dalla volontà di due storiche dell’arte, Enrica Bruno e Virginia Glorioso.
Il loro desiderio è quello di mostrare una parte della città che non si trova sulle guide turistiche e non fa parte dei circuiti tradizionali ufficiali.
Lo scopo è quello di offrire un nuovo punto di vista di Palermo, diverso e sconosciuto sia ai turisti che ai “nativi” spesso ignari dei tesori al di fuori degli itinerari più noti.
Alternative Tours Palermo propone percorsi che hanno come denominatore comune la volontà di svilupparsi in luoghi pubblici dove non è necessario pagare alcun biglietto di ingresso o chiedere il permesso ad alcuna istituzione. I loro tours avvengono sul suolo pubblico, in luoghi fruibili da tutti.

Si basano tutti sulla filosofia del “paghi quanto vuoi” in base al gradimento dell'esperienza trascorsa e delle risorse che si hanno a disposizione.

Alternative Tours Palermo offre quattro tipi diversi di itinerari.

1) STREET ART TOUR - 
2) CEMETERY TOUR - 
3) ISRAVELE - THE SANCTUARY OF THE HERMIT - 
4) ACCHIANATA -

Contatti:
alternativetourspalermo@gmail.com

+39 3381391870

Se vi dovesse capitare di passare da Palermo, una visita insieme ad Alternative Tours è d'obbligo! :-)


domenica 13 dicembre 2015

Il Ghosts tour a Milano di Percorsi...l'ORIGINALE!!

Ormai la visita guidata I misteri di Milano sta spopolando. Molti avete già partecipato al percorso serale e proprio per questo vorrei cominciare a ringraziare tutti per l'entusiasmo che mi state dimostrando.

Non una visita teatralizzata, ma un modo per ripercorrere la storia di Milano a partire da leggende funeree e da un punto di vista insolito. 

Visto che si stanno avvicinando le feste Natalizie, perchè non trasformare questa visita guidata in un regalo da trovare sotto l'albero? (qualcuno ha già avuto questa idea...) o come modo alternativo di festeggiare il vostro compleanno? 

Ho per Voi delle sorprese per il nuovo anno, chissà che non vengano creati altri percorsi a tema...

Intanto vi riporto la locandina dell'evento...


giovedì 10 dicembre 2015

Master Death Studies, Università di Padova

Oggi vi parlo di un Master, unico nel suo genere! Il Master  di primo livello Death Studies & the ed of life.

Giunto all'VIII edizione, è organizzato dall'Università di Padova ed affronta il tema della morte in modo inter-disciplinare, disponendosi come luogo di incontro di saperi e di competenze diverse per creare e diffondere conoscenza su questo aspetto importante dell'esistenza, ovvero lo spazio che sta tra la vita e ciò che le è ulteriore.

Tutte le info nelle immagini qui sotto o direttamente dal sito dell'Università

Perchè ve ne parlo? Oltre ad avere un piano di studi davvero interessante, anche io farò parte del progetto con un intervento sulla morte nell'arte!




martedì 17 novembre 2015

Ricordi d'infanzia

Ci sono luoghi che rimangono nel cuore e che difficilmente dimenticherai. Nel mio caso uno di essi è Valpiana, un piccolissimo paese nella provincia di Bergamo. Sono certa che nessuno di voi ne avrà mai sentito nominare: volete sapere perchè invece ho questo "privilegio"? Da quando sono piccola ho spesso trascorso parte delle mie vacanze estive nella casetta di montagna dei miei genitori: ormai sono anni che ciò non avviene più, ma almeno una volta all'anno sento la necessità di rivedere i luoghi che mi hanno visto crescere nelle caldi estati della mia infanzia, per salutare la tomba della gattina che ha vissuto con me per 17 anni e che riposa sotto a un pino piantato dopo il Natale di prima media, e per riassaporare l'atmosfera di un paese di montagna che può vantare la presenza di ben 2000 abitanti, insieme a Serina, di cui è frazione.

Una chiesa, un albergo con ristorante, un parco gioco per bambini e qualche colonia estiva: di fatto il paesino ha ben poco per attrarre i turisti, se non l'appagante vista dei monti delle Prealpi lombarde.
Passeggiare nei boschi, respirare l'aria di montagna che profuma di legna bruciata: un luogo lontano dal caos cittadino.

Ho molti ricordi di questo luogo; in particolar modo di due. In fondo al paese, sulla strada verso Oltre il Colle, l'ultima casa del paese ha sempre attirato la mia attenzione e fatto scatenare la mia fantasia. La casa delle streghe, così la chiamavo insieme a mia sorella: ogni volta che uscivamo a passeggiare ci divertivamo ad arrivare fino all'estremità del paese per vedere questa casa. Di fatto abitata, ma carica di un'atmosfera spettrale che ci ha sempre incuriosite e un pò spaventate. Pura suggestione, dal momento che i proprietari hanno sempre vissuto con tutta tranquillità il giardinetto della casa e non hanno mai avuto cenni di "squilibrio" o alcunché che potesse motivare il nostro nomignolo. Incassata nella montagna, con due fiancate totalmente rientranti nella roccia della montagna che la sovrasta, circondata da alti alberi che impediscono al sole di raggiungere le stanze interne nella maggior parte delle ore diurne. Per noi è sempre e sarà sempre la casa delle streghe, e ogni volta che ci passo davanti un sorriso mi appare sul viso. Quanta spensieratezza in quei momenti, e soprattutto ennesima dimostrazione che i racconti "particolari" mi hanno sempre affascinata, fin da piccola. Purtroppo non so se la casa è ancora abitata durante l'estate, ma dal buono stato del giardino e dei serramenti si nota una cura da parte di mani abituate a frequentare ancora l'edificio. 



L'altro luogo legato ai miei ricordi d'infanzia è una cappella votiva, collocata sempre sulla via principale: un piccolo altare e una pala raffigurante la Madonna adornano il vano quadrato, alle cui pareti sono appesi dei voti. 
Sotto al tetto è presente la scritta: O tu che vai contempla, ogni dolore con me diventa amore. Nulla di particolare fino ad ora: qualcosa però ha sempre attratto la mia attenzione. All'interno di due teche, coperte da un coperchio di metallo (recentemente restaurate), sono contenuti 4 teschi. Ogni volta che passavo, alzavo il coperchio per vedere se fossero ancora lì  (e dove mai sarebbero potuti andare...): un pò mi spaventavano, ma nello stesso tempo l'attrazione per il misterioso mi portava lì ogni volta. Fantasticavo, immaginavo nella mia mente un pò troppo fantasiosa che fossero appartenuti a qualche santo o a qualche defunto inumato in un possibile cimitero antico del luogo ora scomparso. Chissà... Ho fatto ricerche e non sono riuscita al momento a capire il motivo della presenza di questi resti umani, soprattutto sapere a chi appartenessero.

Spero prima o poi di dare una risposta al mio quesito...alla fine fin da piccola ho cominciato a farmi domande e a trovare spunto per ricerche in questo settore...



domenica 15 novembre 2015

Leggende funerarie in Val Trompia e Valle Sabbia

Ogni luogo si porta dietro leggende che, vere o false che siano, contribuiscono a renderne ancora più interessante la visita.
Ho trascorso il weekend in Val Trompia e per caso mi è capitato di venire a conoscenza di due leggende che mi hanno incuriosita. Cominciamo dalla prima...

La leggenda della Grapa (o Crapa) di Vaia



La cappelletta della Grapa (termine dialettale che indica teschio) di Vaia sorge nei pressi del Passo di Vaia, antico punto di transito fra la Val Sabbia, la Val Trompia e la Valcamonica. Il piccolo ricovero annesso alla cappelletta era usato come punto di riparo dai viandanti colti lassù dal maltempo o dalla stanchezza. All'interno dell'edicola, sotto un affresco raffigurante una Vergine col Bambino assieme a San Rocco e San Fermo, è conservato un teschio umano, "la grapa o crapa", oggetto di un'antica leggenda.
Un giorno, passando sulle rive del sottostante Lago di Vaia, un mandriano scorse un teschio che lo fissava dalle sue vuote orbite con un'espressione di supplica. Per nulla intenerito il pastore diede un calcio al cranio facendolo ruzzolare in acqua. Ripassando sul luogo il giorno successivo l'uomo si ritrovò di fronte quel teschio e ripeté il suo gesto poco rispettoso. Solo la terza volta che la scena si ripetè, un po' di timor di Dio scese nell'animo del montanaro che finalmente intuì di trovarsi di fronte ad un anima "confinata", una di quelle costrette a restare nei luoghi ove in vita avevano commesso peccato. Impietosito raccolse il teschio e poi, presso il Passo di Vaia, luogo di grande transito, costruì una cappelletta ove esporlo in modo che le preghiere dei tanti viandanti potessero liberare quell'anima dal castigo divino.


Altre fonti sostengono che in realtà molto probabilmente chi ha dato un contributo alla costruzione della cappella fu un uomo che proprio in quel luogo ebbe salva la vita.
La storia risale al periodo della Grande Guerra del 1915-18, quando il confine tra l’Austria e l’Italia era a Ponte Caffaro e molte persone acquistavano merci di contrabbando in Trentino perché il loro costo era minore. I contrabbandieri, viaggiando di notte per sfuggire al controllo della guardia di finanza che era distanza in paese, risalivano per Destrone-Brèe-Vaia, per poi ridiscendere in Valle Camonica dove potevano venderle. Uno di essi, giunto sul Monte Vaia, non trovando più la strada per la fitta nebbia, dopo avere girovagato a lungo, si trovò sul laghetto gelato. La sua paura fu grande e, temendo che lo spessore del ghiaccio si spezzasse al peso del suo corpo, pregò a lungo promettendo di costruire la santella in cambio della salvezza. A poco a poco la nebbia si diradò e poté trovare in tal modo la strada giusta per proseguire il cammino.

Se vi interessa ho trovato una favola per bambini inventata sulla leggenda della Crapa di Vaia. (pp. 44-47). Quale di queste sarà quella vera?

Storie misteriose popolano i racconti locali:ci spostiamo a Bagolino in Val Sabbia. Nella Chiesa di San Rocco si parla della presenza di una cripta contenente uno scolatoio per i corpi dei preti sepolti assisi su scranni di pietra. Pochissimi sono al corrente di questa leggenda, che forse non è poi così tanto finzione dal momento che esiste una porta murata visibile a tutti che il sacrestano sta vietando di far rimuovere a chiunque abbia espresso il desiderio di guardare cosa si trova all'interno di questa stanza nascosta. Come faccio a saperlo io? "Si dice il peccato non il peccatore!" :)

Ma a Bagolino esiste anche un'altra struttura singolare. La Santella delle povere anime. Fu eretta a memoria del luogo dove furono sepolte le numerose vittime della famosa peste del 1347. Interessante è l’affresco in cui San Rocco intercede per porre fine all’epidemia simboleggiata da fulmini scagliati da un Cristo- Zeus assiso tra le nuvole. In primo piano si può vedere la macabra scena del trasporto dei cadaveri degli appestati i quali, per rendere più sbrigativa l’operazione, venivano agganciati dal collo con uncini da macellaio.

La Santelle delle Povere anime di Bagolino


Suggestivo anche il Cimitero  uno dei primi costruiti dopo l'editto di Napoleone, già in funzione  nel 1810. Suggestive sono le cappelle di famiglia in stile neogotico affacciate sulla strada. All'interno vi è un notevole patrimonio di croci di ferro battuto, vera testimonianza di come a Bagolino si lavorava il ferro.

Il cimitero di Bagolino, foto da www.ecomuseovalledelcaffaro.it


Ma le stranezze di questo paese non sono finite: un ex voto recentemente trovato in una bancarella di antiquariato raffigura il paese devastato nel lontano 1779 da un grosso incendio che distrusse la città e causò la morte di 500 povere anime.

Ex voto, foto da www.vallesabbianews.it