lunedì 22 giugno 2015

Storie di paese...la galleria dei ritratti nel Cimitero di Cologno Monzese!

Signorina, aspetti un attimo,  mi sento apostrofare due secondi dopo aver scattato una foto alla tomba di un ragazzo, appena varcata la soglia di ingresso nel Cimitero Comunale di Cologno Monzese, cittadina alle porte di Milano, famosa per essere sede degli studi televisivi della Mediaset.
Ho il timore che la signora si sia indispettiva per quello che sto facendo, ma la sua aria sorridente che trapela sul volto mi fa capire che probabilmente il mio gesto non le ha dato poi così tanto fastidio. Ma io anticipo qualsiasi critica: Buongiorno, sono una ricercatrice, studio l'arte nei cimiteri, spero non le abbia dato fastidio il fatto se sto fotografando alcune tombe interessanti di questo cimitero...io sono di Milano!
La donna sorride...Ma si figuri, anzi, mi fa piacere, quella è la tomba di mio nipote...poverino, morì molto giovane, lo investirono...era uno studente modello, era il primo della classe e amava studiare. Purtroppo sua mamma non c'è più e ora sono l'unica a venirlo a trovare. Anzi, era ieri l'anniversario della sua morte, e io me ne sono dimentica... 
Ci fermiamo a parlare, la signora mi racconta che la scultura è stata eseguita da uno sculture famoso all'epoca (anni 50) a Cologno, a cui sono state commissionate numerose opere tra cui anche la Madonna in una chiesa vicina ( ma che io stupidamente non mi sono appuntata e ora non ne ricordo più il nome...). Doveva essere un bambino sorridente e allegro, così come sorride fiero ancora a chi passa a trovarlo, col libro dei compiti in mano e vestito elegante con tanto di cravatta e completo.


E' una giornata calda di fine maggio, è quasi mezzogiorno e devo tornare a Milano: saluto la signora e continuo la scoperta di questo piccolo cimitero che avevo già avuto modo di visitare di sfuggita qualche tempo prima, ma di cui posso approfondirne ora la conoscenza  dal momento che ho un'oretta di tempo libero.



Un cimitero senza grandi pretese: pianta rettangolare, con facciata senza dubbio edificata durante un ampliamento successivo alla fase iniziale dei lavori. Una cosa particolare colpisce però la mia attenzione: tra statue di madonne, lapidi standardizzate e vasi di fiori colmi ( eh si...per fortuna qua è ancora abitudine diffusa andare a pregare sulla tomba del proprio caro...) ci sono numerose statue più o meno recenti che raffigurano uomini vestiti di tutto punto con abiti che molto probabilmente hanno indossato in vita: frangenti di vita resi eterni nel bronzo e tesi a raffigurare individui che hanno voluto lasciare un ricordo di sè. Il brigadiere morto prematuramente, il signore elegante con al collo una medaglia aggiunta in seguito da un proprio caro, l'appassionato di ciclismo, il ragazzo tragicamente morto sulla propria moto, il giovane calciatore. Non tombe anonime, come la standardizzazione contemporanea delle sepolture ormai vuole, ma sculture che riportano i tratti somatici dei defunti: guardate le foto sulle lapidi, non sono forse state prese come modello per delineare i tratti del volto delle statue? Scultore che ci parlano di defunti e che ci fanno capire quando fosse importante per loro, ma anche per la famiglia, farsi ricordare dopo una morta prematura, dopo un tragico evento che ha segnato per sempre la vita dei cari rimasti a pregare. Interessata ai dettagli delle sculture, quale io sono, soprattutto le vesti e gli abiti scelti, il mia attenzione è stata attratta dal giovane uomo, appoggiato con la mano destra alla propria lapide, con pettinatura anni '70 (così come compare nella foto), ma anche dal ragazzo che indossa un giacchino alla moda, con tanto di colletto rialzato e capelli impomatati all'indietro.

Sculture che parlano da sole, ritratti di persone comuni le cui storie sono rimaste impresse nella comunità locale e che facilmente ritornano a galla ogni volta che si visita il camposanto. Un'usanza diffusa in una realtà più ristretta come quella di Cologno Monzese, difficilmente riscontrabile in una città come Milano, dove sono solo le persone famose e che sono salite agli onori di cronaca di cui ci si ricorda.

Vi ricordate il Cimitero di Seregno, anche lì le abitudini non erano poi tanto diverse!




 



 



Guardando il cimitero dal punto di vista artistico, pochissime statue artisticamente importanti.  A parte un rilievo di bronzo eseguito da Antonio Rescaldini, autore di numerose opere niente di meno che al Cimitero Monumentale di Milano, ho notato solo qualche lapide di marmo raffigurante colonne spezzate o donne oranti ai lati del sepolcro.

Il cimitero è facilmente raggiungibile coi mezzi: a lato della fermata della Metro, linea verde, fermata Cologno Centro...se doveste capitare da queste parti...vi invito a visitarlo!

Presto vi parlerò di una cripta sconosciuta ai più, ma mooolto importante!  :-)

lunedì 13 aprile 2015

Finalmente sono una guida turistica abilitata!

Buongiorno Amici del Blog,

questo lungo periodo di assenza si è finalmente concluso e con gioia vi comunico che sono riuscita ad ottenere l'abilitazione come Guida Turistica, che si aggiunge a quella di Accompagnatore turistico.  
Tanti progetti in cantiere e molta soddisfazione: per ora vi consiglio di guardare la pagina del Blog dove sono indicate tutte le informazioni necessarie per partecipare ad una delle visite guidate al Cimitero Monumentale di Milano.

A presto con tante curiosità "funerarie". 



mercoledì 4 marzo 2015

Un concerto speciale!

Domenica 8 marzo al Cimitero Monumentale di Milano l'Associazione Amici del Monumentale ha organizzato un concerto davvero speciale!


Nel contesto scenografico del Famedio, accanto ai grandi di Milano tra cui il  Manzoni, un concerto a plettro programmato in occasione della festa delle donne e in particolar modo in ricordo della cara amica Olga Tosi, volontaria e membro del Direttivo dell'Associazione, venuta a mancare purtroppo da pochi mesi. Una donna energica e forte, amante della vita e sempre solare, una persona che ho avuto la fortuna di conoscere tra un turno all'Infopoint e qualche gita culturale organizzata dall'Associazione con cui collaboro ormai da tempo e che porterò sempre nel cuore .


    
Evento nato in collaborazione con i Mandolinisti Bustesi, Associazione di Busto Arsizio le cui radici risalgono alla fine del XIX secolo, periodo in cui la diffusione degli strumenti a plettro in Italia era molto vasta.  I Mandolinisti Bustesi hanno un legame molto forte col loro territorio; nella provincia di Varese sono l'unica orchestra a plettro ancora esistente e costituiscono una risorsa importante per la diffusione di un'arte che negli ultimi anni, con l'apertura di nuove cattedre di mandolino nei conservatori di importanti città italiane, tra cui anche Milano, sta suscitando un nuovo interesse anche tra i più giovani. L'intera orchestra è composta da 25 musicisti amatoriali.

Un'occasione per ascoltare buona musica in un luogo ricco di storia e fascino come il Monumentale di Milano.

L'ingresso è libero, per prenotazione info@amicidelmonumentale.org

Per maggiori informazioni:
Associazione Amici del Monumentale www.amicidelmonumentale.org
Mandolinisti Bustesi: www.mandolinistibustesi.it



lunedì 16 febbraio 2015

Percorsi arriva nelle scuole!

Sto per varcare la soglia del Liceo Melchiorre Gioia di Piacenza, e un brivido mi sale lungo la schiena. Una nuova esperienza mi sta aspettando e sono certa che anch'essa potrà essermi di insegnamento al pari di quelle in cui già mi sono imbattuta fino ad ora.
Sarò la docente di una serie di incontri da me ideati e intitolati " Memorie di marmo: studiare la storia e l'arte a partire dai cimiteri. Visite al Cimitero di Piacenza e al Monumentale di Milano". 


Tematica piuttosto singolare se la si pensa proposta a degli studenti del liceo. Contrariamente alle mie aspettative, 14 ragazzi mi stavano aspettando in classe con fare curioso, ma con quella sorta di "timore reverenziale" nei confronti di un nuovo insegnante pronto a mettere piede in classe.
"Ci siamo, ora tocca a me" ho pensato...9 ore in totale di lezione, suddivise in un primo incontro in aula e le successive ore dedicate alle visite dei Cimiteri di Piacenza e di Milano
In aula il tempo è volato, nonostante le mie perplessità sul parlare per così tanto tempo a dei ragazzi così giovani: tra qualche verso del Foscolo e le visite virtuali ai cimiteri monumentali più famosi in Italia e non solo, i ragazzi mi hanno seguito con entusiasmo, interessandosi alle stranezze e alle curiosità che studi in questo ambito possono svelare. Devo ammettere che è stato faticoso la preparazione di queste lezioni, avvalorate da slide esplicative, ma ciò mi ha permesso anche di approfondire tematiche che fino ad ora avevo affrontato marginalmente, come il tema della poesia cimiteriale inglese. Mi sono scoperta appassionata delle elegie di Thomas Gray e di tutti gli altri poeti inglesi che nel corso del XVIII secolo si sono lasciati ispirare da questi luoghi così singolari come i cimiteri. Visioni macabre, fantasmi e uccelli notturni che svolazzano sulle tombe, ma anche profonde riflessioni sul senso della vita e il ricordo di ciascuno dopo la morte. Cosa resta di noi? Rimane quella "celeste corrispondenza d'amorosi sensi" tanto celebrata dal Foscolo che perpetra il nostro ricordo grazie alle preghiere di coloro che rimangono e curano la tomba.

Il giorno seguente finalmente la prima visita al Cimitero di Piacenza! Nonostante i primi intoppi con i mezzi locali e la neve caduta abbondantemente nei giorni precedenti i ragazzi mi hanno seguito con interesse e curiosità nella visita di questo cimitero, apparentemente poco importante a livello storico, ma ricco di testimoniante della storia e dell'arte locale. Edificato a partire dal 1819 da Lotario Tomba (dal nome non poteva che lavorare per il cimitero mi viene da dire con ironia...), autore tra l'altro di opere importanti nella cittadina come il Teatro Municipale di Piacenza, si estese nel corso degli anni lungo i fianchi dell'antico quadriportico iniziale, fino ad assumere la forma attuale che si estende non distante dalla Via Emilia. In esso hanno lavorato artisti di fama locale e non solo, per esempio Achille Ulisse Arata, architetto futurista  progettò delle sepolture e si preoccupò di elaborare nel 1917 ben due progetti per un nuovo camposanto, che tuttavia non vennero di fatto realizzati sia per la stranezza degli edifici ideati che per la decisione del Comune di Piacenza di continuare ad ampliare il cimitero preesistente. Felice Toscani, i fratelli Monti che crearono una ditta di marmi molto attiva al camposanto, Ugo Rancati, per fare alcuni nomi degli scultori che quivi lavorarono. La maggior parte di essi ebbe parte della formazioni all'Accademia di Brera di Milano ed è stato per me molto interessante scoprire le influenze che gli scultori milanesi, a me ben più noti, hanno lasciato a questi artisti di fatto più provinciali. Alla visita si sono aggiunti anche gli studenti di un corso legato alla storia partigiana della città: ulteriore fonte di soddisfazione sono stati i complimenti della professoressa che mi ha rivolto, entusiasta per l'approfondimento sulla storia dell'edificazione del cimitero.

Nella terza giornata ho ospitato i ragazzi nel "mio" monumentale: visita alle tombe illustri facendo attenzione alla storia nazionale e ai movimenti artistici come la Scapigliatura. Cosa che li ha toccati maggiormente è stata la visita al tempo crematorio, forse per assimilazione ai tristemente più noti forni nei campi di concentramento, appena studiati sui banchi di scuola, o per la stranezza e suggestività del luogo.


Guardo indietro con piacere a questa esperienza e ringrazio il Liceo Melchiorre Gioia per avermi ospitato in questi giorni.

... Un ringraziamento particolare al mio amico Alessandro!

domenica 1 febbraio 2015

E' arrivato il Notiziario degli Amici del Monumentale!

Vi porteremo a spasso tra notizie e immagini con la speranza di incuriosirvi e cercheremo, partendo dal nostro Museo a Cielo aperto, di scoprire l'anima della nostra città, bella quando scontrosa...
( Presidente Carla De Bernardi)

Una mission importante e impegnativa quella del nuovissimo Notiziario fresco di stampa che da oggi potrete trovare all'Infopoint del Cimitero Monumentale di Milano. Oltre alla segnalazione dei numerosi eventi in calendario organizzati dall'Associazione Amici del Monumentale, anche molte rubriche che cercheranno di svelarvi i lati nascosti del Cimitero e non solo.

Si parla del progetto del Laboratorio di Restauro voluto dall'Associazione all'interno del Cimitero, o l'intervista alla Signora Montaguti, moglie del celeberrimo sculture Otello Montaguti. A questo progetti hanno lavorato la Presidente Carla de Bernardi e la Vice Lalla Fumagalli, Valeria Pardi, Marina Romano', Laura Monastier per la traduzione dei testi ( eh si...il notiziario è in italiano-inglese). e la bravissima Sara Piloto che si è occupata della grafica. Anche io ho contribuito con tre interventi su un "personaggio famoso del Monumentale", un artista attivo nel cimitero e...la presentazione di un cimitero nel Mondo....ma non vi dico altro! 
Il Notiziario vi aspetta all'infopoint del Monumentale!



mercoledì 28 gennaio 2015

L'Ossario di San Martino della Battaglia (Parte seconda)

Dipinto di Carlo Bossoli, conservato nel Museo, raffigurante l'Ossario di San Martino 

Nel precedente post vi ho parlato della storia della famosa Battaglia di San Martino e Solferino avvenuta il 24 giugno 1859 durante la Seconda Guerra di Indipendenza in cui l'esercito del Regno di Sardegna, guidato da Vittorio Emanuele II, alleato ai francesi, sconfisse gli austriaci. 
(per chi se lo fosse perso...
http://ipercorsidartefunerariadivaleria.blogspot.it/2015/01/buongiorno-amici-del-blog-oggi-vi_18.html )
Vi ho fatto venire voglia di vedere coi vostri occhi gli scenari di questi memorabili scontri, ma al momento non potete programmare una gita fuori porta? Nessun problema, vi traccerò una breve guida dei luoghi di visita...per stuzzicare ancora di più la vostra curiosità e da seguire quando vi recherete da queste parti! :-)

Partiamo da San Martino: uscendo dall'autostrada Milano-Venezia all'altezza di Sirmione, troverete sulla sinistra le indicazione per il sito storico della Battaglia di San Martino (indicato con canonico cartello marrone!)
Proseguendo vedrete una deviazione sulla vostra destra ed eccoci arrivati. La prima cosa che troverete sulla vostra destra è l'ingresso all'Ossario. ( la cui visita è gratuita! )

L'Ossario di San Martino


Il viale con lapidi e monumenti commemorativi



Come già anticipato nell'articolo precedente, secondo quanto previsto dalla normativa sanitaria del tempo, era possibile passare all’esumazione dei defunti soltanto dopo un tempo minimo di 10 anni. Al termine di tali anni si potè trovare una degna sepoltura ai resti dei poveri soldati, sepolti in tutta fretta e spesso malamente in fosse comuni, poco profonde, dalle quali anche a distanza di anni affioravano in superficie.
Al termine di un vialetto alberato, molto suggestivo per la presenza di cippi e monumenti funerari eretti a ricordo dei soldati deceduti, vi è la suggestiva Cappella Ossario. Sorta originariamente come cappella gentilizia dei Conti Tracagni, venne acquistata e restaurata dalla Società di San Martino e Solforino per essere adibita ad ossario. Costruita secondo i dettami dello stile romanico con facciata a capanna e archetti pensili all'estremità, è decorata nella parte centrale da tre mosaici raffiguranti due angeli ai lati e Gesù al centro. L'Ossario venne inaugurato il 24 giugno 1870.




Entrando si rimarrà impressionati dalla parete dell’abside dove sono esposti uno accanto all’altro, quasi a monito per le generazioni a venire, 1274 teschi dei soldati deceduti nella battaglia del 1859. Nella cripta sottostante, a cui si accede tramite due scalinate nascoste dietro all'altare nell'abside, riposano i resti di 2619 soldati senza distinzione di nazionalità.  Molta commozione davanti a questo spettacolo: un senso di tristezza per la morte di questi giovani ragazzi che hanno dato la vita per la propria patria, ma anche un piccolo brivido "di paura" nel trovarsi davanti una parete interamente ricoperta di resti umani ( insomma, non è uno spettacolo comune...)

Sull'altare targhe commemorative e sulle pareti della navata corone depositate in occasione delle numerose cerimonie in ricordo delle vittime.



Alle pareti, oltre ai nomi dei morti in battaglia una scritta tradotta nella lingua dei combattenti, e ripetuta in latino come lingua comune, invita a porgere fiori e preghiere per coloro che nemici in battaglia nel silenzio del sepolcro riposano affratellati.

Indiscretis Militum Reliquis 
Date Serta 
Pia Diciate Verba 
Hostes In Acie 
Fratres in Pace Sepulcri 
Una Quiescunt 

Alle Commiste Reliquie dei Prodi 
Porgete fiori 
Recitate parole pie 
Nemici in battaglia 
Fratelli nel silenzio del Sepolcro 
Riposano uniti.

Un luogo che ti tocca nel profondo, che fa riflettere: teschi uno a fianco dell'altro, senza un nome, ma accomunati dallo stesso triste destino, un luogo che ha commosso ed interessato pure il mio compagno di viaggio, notoriamente contrario alla mia "passione funeraria"...

Anche le pareti esterne della Cappella riportano targhe commemorative e lapidi in ricordo. E nella palazzina di fronte all'Ossario, perchè non contattare il  "Guardiano dell'Ossario" per chiedergli se è disponibile a raccontare qualche racconto e aneddoto su questo luogo ricco di storia...:-)



Ritornando sul vialetto principale non potrete fare a meno di scorgere tra la vegetazione alla vostra sinistra l'imponente Torre di San Martino. Il costo dell'entrata al sito storico è di 5 euro, comprensivo delle visita alla Torre e del Museo della Battaglia. L'ingresso è alla fine delle cancellata e nella piccola biglietteria potrete acquistare anche delle pubblicazioni sulla battaglia e la storia risorgimentale.

Torre di San Martino



La torre sorge sul colle più alto di San Martino che l'armata sarda, con alterne fortune conquistò con cruenti assalti e ripetute cariche contro gli Austriaci. E' stata eretta per onorare la memoria di re Vittorio Emanuele II e di quanti hanno combattuto per l'indipendenza e l'Unità d'Italia nelle Campagne dal 1848 al 1870. 
E' un monumento ammirato per la sua maestosità all'esterno e per gli affreschi all'interno che riproducono le numerose battaglie risorgimentali. Iniziata nell'anno 1880, fu inaugurata il 15 Ottobre 1893 alla presenza di Re Umberto I. 

Statua in bronzo di Vittorio Emanuele II, eseguita dallo scultore Dal Zotto



Una progressiva ascensione fino alla cima, ripercorrendo la storia risorgimentale affrescata lungo le pareti della torre (e smaltendo nel mio caso l'ottima colazione gustata in un vicino agriturismo :-) vi porterà alla vetta della torre. Tali affreschi trasudano di un'enfasi epico celebrativa, tipica delle raffigurazione risorgimentali alla Hayez in pittura o Puttinati in ambito scultoreo. Alta ben 64 metri, domina incontrastata la valle: dall'alto del monumento si possono infatti ammirare magnifici panorami della sottostante pianura. Noi abbiamo avuto la fortuna di godere di una inaspettata giornata primaverile nei primi giorni di gennaio, che ci ha fatto apprezzare ancora di più la bellezza e la suggestione di questo posto. Lasciate che la vostra mentre spazi indietro nel passato, e immaginatevi il trambusto e le urla di guerra in questi luoghi, che ora si mostrano in tutta la loro bellezza, ai piedi delle lontane Alpi e a pochi chilometri dal Lago di Garda. Due scenari completamente diversi e la commozione che mi è salita nel cuore...



Una volta scesi ci siamo diretti nel retrostante Museo della Battaglia, allestito nella villa che un tempo fu di proprietà della Famiglia Tracagni ( la stessa che aveva costruito la cappella funeraria ora divenuta Ossario)

Museo della Battaglia






Il museo accoglie i visitatori con due grossi cannoni collocati sotto al loggiato di ingresso.
Conserva i cimeli, i documenti ed i ricordi della battaglia del 24 Giugno 1859. Realizzato nel 1939, il museo consta di tre sale ove sono esposti anche alcuni esemplari dei cannoni impiegati nella battaglia. Abbiamo ammirato anche armi, divise, carte topografiche e testimonianza di vita quotidiana dei combattenti come posate e addirittura carte da gioco usate dai soldati nei pochi momenti di quiete tra una battaglia e l'altra. In una delle tre sale abbiamo inoltre seguito un documentario ben eseguito che ricostruiva in maniera semplice, anche per chi è poco avvezzo alla storia risorgimentale, i preamboli e lo sviluppo della battaglia.



Fazzoletto insanguinato raccolto sul campo
E' davvero sorprendente come i luoghi conservino la memoria dei fatti accaduti anche secoli prima, fantasmi di un passato che bisogna ricordare sia per evitare che queste morti diventino vane, sia per riflettere sul nostro passato, per una migliore conoscenza e interpretazione del futuro. Imparare la storia viaggiando, ed è questo che di fatto sta succedendo anche a me: viveri i luoghi del passato, rispettarli e tramandarne la loro conoscenza.

E' ora di pranzo, riprendiamo la macchina e, dopo una breve sosta in un un cimitero nelle vicinanze
(di cui vi parlerò in seguito...) e in agriturismo per riprendere le forze ed assaggiare le prelibatezze locali (come i buonissimi tortelli di zucca...vi ricordo che Solferino è già nella Provincia di Mantova!!) ci siamo diretti verso l'altro pezzo della storia...Solferino, ma di questo vi parlerò la prossima volta :-)



domenica 18 gennaio 2015

La nostra storia: battaglie risorgimentali ! (Parte prima)

Buongiorno Amici del Blog, oggi vi voglio parlare di un evento storico in cui si è fatta la storia dell'unificazione d'Italia durante il Risorgimento: le battaglie nel giugno del 1859 di Solferino e San Martino, nei pressi del fiume Mincio, a sud del Lago di Garda. Momenti del Risorgimento italiano davvero significativi, in cui tantissimi soldati morirono e il cui ricordo persiste ancora grazie alla creazione di due suggestivi ossari. Sono sicura che, per chi non ha ancora avuto modo di visitare questi luoghi, vi faranno venire voglia di programmare proprio qui la vostra prossima gita fuori porta.


Come arrivare:
Austostrada Milano-Venezia, uscita Sirmione, al casello troverete le indicazioni per il sito storico della Battaglia di San Martino. Solferino dista a una decina di chilometri a sud, ma troverete facilmente le indicazioni.

Veniamo con ordine alla storia e ai preamboli di queste battaglie...

Era il 24 giugno del 1859, la seconda guerra di indipendenza era iniziatala due mesi esatti. Il 23 aprile dello stesso anno Cavour respinge l’ultimatum austriaco che intimava i piemontesi di smobilitare l’esercito. La sua abile diplomazia aveva fatto guadagnare al Regno Sabaudo l’appoggio della Francia e di Napoleone III, a patto che la guerra fosse dichiarata dall’Impero Asburgico. Nelle prime settimane gli Austriaci avevano sperato di sferrare un duro colpo ai piemontesi, prima dell’arrivo delle forti truppe francesi, ma l’esercito alleato si mosse rapidamente e vinse numerose battaglie come a Magenta, nei pressi di Milano. L’esercito di Garibaldi invece era nel nord della Lombardia. L’armata austriaca si ritirò verso il Mincio: le sorti del conflitto si sarebbero decise in un territorio al confine tra Brescia, Mantova e Verona.

Quel giorno di giugno la disposizione in campo non era però chiara: nessuno dei contendenti conosceva l’esatta posizione dell’esercito nemico: i due eserciti erano schierati in realtà lungo due linee parallele tra Medole e San Martino, per una lunghezza di circa 20 Km

Lo schieramento dei due eserciti

Quel giorno si sarebbero combattute contemporaneamente 3 battaglie: sulla piana di Medole e sui colli di San Martino e Solferino. La battaglia iniziò alle prime luci dell’alba e perdurò sempre più cruenta fino a notte inoltrata tra brevi pause e riprese improvvise. Al termine l’esercito vincitore non abbe la forza di inseguire l’esercito vinto in ritirata. A Medole e Solferino furono le armate francesi che ebbe la meglio sugli Austriaci grazie anche all’utilizzo di un nuovo tipo di cannone. A San Martino fu invece l’armata Sarda a vincere il nemico dopo una battaglia incerta fino all’ultimo con atti di eroismo su entrambi i fronti. 

Questa giornata segnò la fine degli equilibri tra le potenze europee stabiliti durante il Congresso di Vienna del 1815 e pose le basi per il processo di unificazione del Regno d’Italia.

Il sole del 25 illuminò uno degli spettacoli più raccapriccianti che si possa immaginare: le ferite infettate dal caldo, dalla polvere, dalla mancanza d’acqua e di cure si fanno più dolorose e le esalazioni mefitiche ammorbano l’aria.

La Battaglia di San Martino e Solforino ebbe un esito tragico: oltre 40.000 soldati giacevano morti o feriti sul campo, in soccorso di quest’ultimi moltissime persone accorsero fin da Milano per curare e salvare vite umane. 

Tra i testimoni della battaglia l’imprenditore svizzero Henry Dunant, tristemente impressionato dal campo di battaglia di Solferino colmo di cadaveri, 3 anni più tardi decise di fondare la Croce Rossa



Per i caduti l’opera pietosa di seppellimento iniziò frettolosamente per evitare che la calura estiva facesse esplodere epidemie. Nei comuni coinvolti vennero aperte fosse comuni dove furono sepolti i corpi dei combattenti, ma con così poca profondità che spesso affioravano al solo smuovere della terra. 

Secondo quanto previsto dalla normativa sanitaria del tempo era possibile passare all’esumazione dei defunti soltanto dopo un tempo minimo di 10 anni. Al termine di tali anni un gruppo di persone guidate dal Senatore Luigi Torelli, lo stesso che durante le giornate di Milano issò il Tricolore sulle guglie del Duomo, intraprese quanto necessario pur di dare una degna sepoltura ai caduti. Il gruppo si fece promotore di una Società che ebbe come obiettivo la creazione di due ossari nelle località maggiormente colpite. 



Il 20 febbraio 1870 diedero vita a Milano alla Società di Solferino e San Martino per consentire tramite a una sottoscrizione pubblica la raccolta dei fondi necessari alla trasformazione di due chiese nelle due località, e facendo in modo che attorno ad esse ci fossero parchi e giardini, ove fosse dato ai parenti, ai commilitoni di erigere monumenti e ricordi e divenissero luoghi di pellegrinaggio per la gioventù che potesse toccare con mano cosa costarono l’indipendenza e l’unità d’Italia. Il lavoro coordinato di molte persone, spesso contadini, magari gli stessi che 10 anni prima li avevano seppelliti, permise nei mesi precedenti a cavallo della nascita della società tra il 1869 e il 1870 il disseppellimento dei resti di circa 10.000 soldati che vennero posti nei due siti. Il 24 giugno 1870, in occasione dell’undicesimo anniversario della battaglia, i due ossari vennero inaugurati alla presenza dei principi italiani, alle autorità di Francia e Austria e di fronte a una folla proveniente da tutta Italia, tanto era il desiderio di tutta la nazione di rendere omaggio ai suoi caduti che per l’occasione vennero organizzati dei treni speciali da Milano e Venezia.

Edmondo De Amicis a chiusura di quella giornata: 

Così terminò il giorno 24 giugno 1870, giorno doppiamente caro all’Italia, perché le ricorda una delle più gloriose vittorie dei suoi figli e una delle più grandi feste celebrate in onore dei suoi figli morti per esse. Possano i popoli che si strinsero oggi la mano su questi colli, a tutti cari e solenni, avere sempre dinnanzi, l’immagine di quelle tre bandiere sventolanti assieme sulla torre di Solforino e possa quell’immagine destare nell’animo di tutti un altissimo desiderio di pace, di fratellanza e di amore.


Siete curiosi di saperne di più riguardo a questi due ossari? Nei prossimi giorni ve li descriverò dettagliatamente! A presto :-)